Fabbrica Europa alla Stazione Leopolda.

Merita un’anticipazione uno degli eventi più interessanti di tutta la stagione fiorentina. Vero fiore all’occhiello della città per quanto riguarda tutto quello che c’è di nuovo, di creativo, di non commerciale. Una ventata d’aria fresca insomma per Firenze che con Fabbrica Europa esprime al meglio il concetto di fioritura e di rinascita tipico della primavera.

 

Fabbrica Europa XIV edizione

GEOMETRIE VARIABILI

Stazione Leopolda e altri spazi
28 april – 26 maggio 2007

Le "geometrie variabili" dei confini europei, quelli territoriali, linguistici, culturali, geografici e simbolici; la storia recente, i flussi e i percorsi che hanno disegnato e vanno tracciando queste geometrie nella loro umana "variabilità" e nelle sue "variabili" artistiche e linguistiche, sono le chiavi che il programma 2007 propone per interpretare la Fabbrica Europa prossima e presente.

Questa chiave non è altro che la coerenza e la continuità con  le procedure e i contenuti dei laboratori "aperti" nelle stagioni scorse e di quelli permanenti e itineranti che Fabbrica Europa condivide su tutto il territorio europeo con istituzioni pubbliche e private, collettivi artistici, reti di sperimentazione e diffusione della creatività contemporanea. 

www.fabbricaeuropa.net

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Un pensiero su “Fabbrica Europa alla Stazione Leopolda.

  1. Ciao W Firenze,

    The Rocky Horror Picture Show

    Apoteosi dark. “Rocky Horror Picture Show” ha portato in trance il popolo della notte (ma non solo). Azzurri e rossi gli occhi, tacchi a spillo, giarrettiere, ombelico in vista, unghie affilate e grandi cappelli e pelle, tanta pelle su cui assaporare pori altrui. Una fisarmonica stordente e contagiosa, febbricitante. Questo è il “Rocky Horror”, con la sua carrellata di brani-cult, da “Time Warp” a “Sweet transvestite”, da “I’m going home” a “Double feauture”. Il musical di Richard O’Brein è un inno alla bisessualità e alla trasgressione. Un’opera teatrale dal ritmo mulatto, meticcio, scene gonfiate da una vitalità gargantuesca, raffiche di doppi sensi e doppi sessi come se piovesse. E infatti piove quando Brad e Janet, due sposini impacciati e candidi che, causa un guasto alla macchina, finiscono a “Frankestein Place”. Metafora, immagino io, del “battello ebbro”. Frank, creatura onirica, famelica e gran puttanone su cui si depositano tutte le ambiguità del mondo, gioca a chi è bravissimo a scacchi, ma poi si ritrova un disastro nella vita. Ha con lui uno stuolo di servi, Riff-Raff, Magenta, Colombia e fantasmi vari, tutti iniziati alla poetica del ‘non sognatelo: fatelo!’ O meglio ‘non sognatelo: siatelo!’, pare suggerire sibillinamente la commedia gotico noir…
    (Continua, come sempre per chi è interessato).

    Ciao, ogni tanto irrompo, scusami. E’ un modo per confrontarsi con chi conosce la musica perché la fa o la usa a suo uso e consumo. Come me. E ovvio che puoi ignorare questo scritto come fosse un cleanex usato in una zona industriale alle 2,38 di notte e tutto impiastricciato nonché filamentoso. Il mio è solo un avviso, nella “convinzione” che forse quello che ho scritto può interessarti. Inutile spiegarti del “Rocky horror”, so che lo conosci già. Ed è per questo che ti chiedo un giudizio *TUO* sulla commedia monumento alla psichedelia e al travestitismo issato come emblema di una rivoluzione sessuale “sorridente” e cinica.

    Se ti va passa dal http://www.ilsatirosaggio.com per lasciare una tua traccia sul “Rocky horror” di Richard O’ Brein.

    Ciao, Matteo.

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