Buon Natale! Alla fiorentina s’intende

Benvenuti in Casa Gori - Natale a Firenze

Benvenuti in Casa Gori – Natale a Firenze

Non m’hanno ammazzato gli austriaci nella Grande Guerra, e un mi farò mica ammazzare da un bischero di Pontassieve!” parola di Annibale (Novello Novelli).
Il Natale ‘alla fiorentina’ è un po’ come la bistecca, al sangue e con forti probabilità di rimanerti sullo stomaco. È un Natale che ha il sapore dolce amaro di ‘Benvenuti in casa Gori. Il pranzo del 25 è sacro, s’intende, ci si siede tutti insieme a tavola ma tra le varie portate, tra un giro di crostini e i tortellini in brodo (un po’ crudi e asciutti a dire il vero), non manca certo una buona dose di veleni.
La tavola imbandita è il ritrovo della famiglia ma anche una trincea dove si schierano le diverse fazioni pronte ad imbastire una (piccola) guerra familiare. Fazioni e generazioni. In questo caso le tre generazioni sedute a tavola, sono impersonate da tre storici attori toscani: dall’inossidabile Novello Novelli (esiste un film toscano dove non sia presente?) a un Carlo Monni in stato di grazia (in perenne lotta col puntale e il suocero) fino a un giovane Massimo Ceccherini che affronta il pranzo sotto gli effetti degli acidi.
Che dire? Il film è ormai un classico di Natale, se non l’avete ancora visto rimediate immediatamente, altrimenti va in ogni caso rivisto ciclicamente come tutti i migliori film natalizi, come “Una poltrona per due” ma con un gusto molto più familiare.

Il  Natale fiorentino, e toscano
, è giocato su un filo sottile fra il sacro e il profano: la cerimonia dell’albero è una tradizione irrinunciabile ma il puntale è cinese quest’anno, il discorso del Papa in televisione va sentito (e criticato) e c’è un minimo di bestemmie e turpiloquio che devono essere garantiti a tavola (salvo poi sfumare in un ‘via, che ci sono i bambini!’), la famiglia è un’istituzioni inviolabile come del resto il concetto di ‘partenti serpenti’, e la figlia (da buona tradizione popolare toscana) da del ‘voi’ al babbo ma nessuno poi si risparmia in recriminazioni e accuse con genitori o familiari.

“Benvenuti in casa Gori è la cronaca di un pranzo di Natale realmente accaduto il 25 Dicembre del 1986 -racconta il regista Alessandro Benvenuti – per un fortunato caso quel Natale mi trovavo a Pontassieve e in visita alla famiglia Gori. Fu così che alle prime avvisaglie dell’insolita piega che stava prendendo quella santa giornata pensai bene, come certi vampirelli talvolta usano fare, di prendere qualche appunto. Così è nato Benvenuti in casa Gori.”

Benvenuti in Casa Gori - Natale alla fiorentina

Benvenuti in Casa Gori – Natale alla fiorentina

“Che fregatura che l’è la vita. Quando comincia un tu sai neanche i’ che l’è, e quando tu t’accorgi che l’è brutta l’è bell’e finita”. Gino Gori (Carlo Monni).

Buon Natale!

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