Alluvionati Dentro Atto II

Amici Miei a Santo Spirito. Cinema a Firenze

Amici Miei. Cinema a Firenze

Alluvionati Dentro Atto II, non un semplice raduno ma un calvario.

Torna a Firenze il raduno più amato, quello più in senso anafestico, quello con scappellamento a destra e fuochi fatui.. quest’anno con un sapore amaro (anzi aspro) vista la scomparsa di poche settimane fa dell’ultimo zingaro Gastone Moschin proprio nell’anniversario del 35° anno dall’uscita del secondo atto nelle sale.

Sabato 4 Novembre sarà una giornata all’insegna del divertimento e delle zingarate con un doveroso omaggio a Gastone Moschin a 2 mesi esatti dalla sua scomparsa con un tour sui luoghi del film realizzato con la collaborazione delle guide fiorentine Tre Passi per Firenze, auto con clacson sensibilissimi, il cane Birillo, cena a tema, degustazione dei vini de La Tognazza, esposizione di manifesti originali della trilogia, proiezione di Amici Miei Atto II e del film l’Ultima Zingarata, ospiti famosi, concorsi a premi per i partecipanti e zingarate varie.

Con la presenza di alcuni degli attori che presero parte alle riprese del film: Enio Drovandi (il Vigile Pisano) , Renato Cecchetto (Augusto Verdirame), Tommaso Bianco (Antonio il Fornaio), Lucio Patane’ (Lucianino Perozzi).

Grande novità di quest’anno la Cena a Tema che si svolgerà presso i locali dello Yab in Piazza Strozzi con piatti tipici ispirati alle scene del film: dall’immancabile rinforzino all’insalata sovietica, dalla frittata con le patate allo sformato di maccheroni della Carmen, i fegatelli all’aretina del Ramaiolo.. e le patate a fiammifero, a fettine, a  bombolotto.. per concludere con i cornetti del Sor Antonio il tutto accompagnato dalla degustazione dei vini Tapioco, Come Se Fosse e Antani dell’Azienda vinicola La Tognazza, e la presentazione ufficiale del nuovo vino “Il Conte Mascetti” che arriva a Firenze, luogo simbolo di Amici Miei per una serata speciale alla presenza di Gianmarco Tognazzi ed Alessandro Capria che ci accompagneranno a partire dalle ore 20.30 a scoprire la nuova etichetta che porta avanti la filosofia e lo stile di vita alternativo del mitico Ugo, grande appassionato di vino, di cucina e della campagna che ha messo in questo vino convivialità e amicizia nel mito della zingarata. L’evasione è il tema di questo vino prodotto proprio in Toscana, a Panzano in Chianti.

Al termine della cena proseguiremo la serata nella bellissima e storica location del Cinema Odeon con la proiezione prima del film L’ultima Zingarata ideata e prodotta da Francesco Conforti e dal regista Federico Micali e poi del mitico Amici Miei Atto II all’interno del quale sono presenti diverse scene che ricordano l’alluvione di Firenze del ’66 giorno proprio scelto per questo nostro evento.

Un raduno da fargli pigliare un colpo a tutti.. E migliaia di persone, tutti a ridere, divertirsi in una giornata bella, libera, stupida, come quando s’era ragazzi. Chissà quando ne capiterà un’altra!

Anche quest’anno Amici Miei Alluvionati Dentro- Atto II ricorre “alla solita colletta” o meglio al crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso, la più storica in Italia e quella con la più ampia community per raccogliere i fondi necessari a sostenere tutte le spese organizzative.

Per saperne di più sull’iniziativa, la campagna di crowfunding e le modalità di partecipazione visitate il sito https://www.produzionidalbasso.com/project/raduno-amici-miei-alluvionati-dentro-atto-ii/ oppure potete scrivere a contemascetti1975@gmail.com o sulla pagina Facebook Conte Raffaello “Lello” Mascetti.

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L’altro Alluvione, la storia che non sapevi

Alluvione di Firenze - 4 novembre 1966 - 50 anni di alluvione

Alluvione di Firenze – 4 novembre 1966 – 50 anni di alluvione

A 50 anni dall’alluvione cosa resta nella memoria di tutti? Sicuramente le immagini terribili di Firenze allagata, gli ‘Angeli del fango‘ (e come la solidarietà riuscì ad unire Beat e bottegai), quelle targhe inquietanti “L’acqua d’Arno arrivò a questa altezza” (che solo pochi notano nel caleidoscopio visivo che assale chi passeggia per la città), senza dubbio anche la rivisitazione in chiave ironica della tragedia, come l’alluvione di Marasco e la scena di “Amici Miei” con i cinque affacciati a Piazzale Michelangelo di fronte ad una Firenze sommersa. Il Necchi commenta «Che tragedia ragazzi, questa alluvione ci ha alluvionati anche dentro». La tragedia lascia però spazio ad una chiosa ironica quando il Mascetti, di fonte all’ineluttabilità chiede «Ma che si fa oggi?» e il Perozzi risponde prontamente: «Lo sci d’acqua!». O l’ironia degli stessi bottegai fiorentini che per reagire alla tragedia esponevano cartelli come «Prezzi sott’acqua», «Manicure e Pedicure e da oggi fanghi» o, in una trattoria storica un menu con solo «piatti in umido».

Detto questo, al netto della necessità di ricordare, commemorare e soprattutto prevenire la possibilità che un simile evento possa ripetersi, credo sia utile fare una riflessione anche su la Storia e le storie altre sull’alluvione. Su come il tempo cristallizzi un’immagine iconica di un evento, focalizzandosi su una serie di figure simboliche, spesso trascurando tutto lo sfondo che poi costituisce il quadro d’insieme.

Peretola - immagini dall'alluvione di Firenze - foto di Carlo Cantini

Peretola – immagini dall’alluvione di Firenze – foto di Carlo Cantini

Lo spunto mi è venuto quando a Prato ho visto alcuni pannelli della mostra “L’Altra alluvione”. Come “l’altra” mi sono detto? Quale altra? Perchè il 4 novembre del 1966, mentre gli occhi del mondo erano inevitabilmente puntati su Firenze, anche Prato, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Lastra a Signa, Signa, Empoli e Pontedera finivano sott’acqua.

È la storia di un’alluvione minore, raccolta nel libro di Aurora Castellani, “L’Altra alluvione”, ma anche nelle tante testimonianze che possiamo trovare in rete, come quelle collezionate da Gianni Caverni sul suo blog, cronache di provincia da Peretola o Montevarchi.

Accanto alle doverose riproposizioni della storia come la conosciamo, che comunque non possiamo non tramandare, vorrei dare voce anche alle piccole storie che spostano la visuale sullo sfondo del quadro. Come quelle raccolte in “Non siamo angeli” il video realizzato da Sergio Canfailla e Lorenzo Giudici. Con tante storie raccolte e un testimonial d’eccezione, niente meno che Carlo Monni. Il video.