Storia della fotografia: Diane Arbus

Diane Arbus: incontro e mostra sulla celebre fotografa

Diane Arbus: incontro e mostra sulla celebre fotografa

Diane Arbus: l’altro volto della normalità‘ è l’ultimo degli incontri di un ciclo dedicato alla fotografia. Ma anche l’occasione di un approfondimento su una grande fotografa adesso in mostra a Bologna, dopo essere stata esposta ad Arezzo per diversi mesi.
Appuntamento martedì 27 marzo, dalle 17 alle 19, alla Sala Conferenze dell’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria” in Via S. Egidio 23 a Firenze, per l’ultimo appuntamento del breve ciclo di tre incontri “La Storia della Fotografia” attraverso gli occhi di registi e fotografi a cura di Silvana Grippi.

Nelle precedenti puntate:
Primo incontro: Wim Wenders affronta il problema della fotografia attraverso il fenomeno della luce facendo parlare un fotografo di moda che riesce a vedere Palermo come città piena di vita. Uno spaccato di città urbana con le sue contraddizioni anche se ambivalente.La morte come passaggio (soglia tra il reale e l’irreale). .. Un attimo fermato …un riflesso…un incontro…storia senza tempo.
Secondo incontro: Steven Silver ci fa conoscere la vita di quattro fotoreporter che durante l’Apatheid lavorano in Sud Africa andando oltre quello che è il foto racconto…

“La Colombaria”: Via S. Egidio 23 Firenze – info@colombaria.ithttp://www.colombaria.it – Tel. 055291923

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Svalbard soviet era: Leica Exhibition

Leica exhibition - svalbard soviet era - foto di Clara Vannucci

Leica exhibition – svalbard soviet era – foto di Clara Vannucci

Svalbard Soviet Era di Clara Vannucci

Per gran parte del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale,
i russi sono stati la nazionalità dominante nell’arcipelago delle Svalbard, isole situate a metà strada tra la terra norvegese e il Polo Nord, amministrate dalla Norvegia ma in realtà aperte allo sfruttamento minerario ai quaranta paesi che hanno firmato il trattato di Svalbard nel 1920.

Un tempo fiorente insediamento minerario, Pyramiden è stata quasi completamente abbandonata da quando è stata chiusa nel 1998. La cultura, l’architettura e la politica sovietica permeano la città, dagli edifici al busto di Lenin, la statua più settentrionale del mondo del rivoluzionario comunista.

La città fantasma ospita solo sei residenti che lavorano nell’unico hotel, solo pochi anni fa ha riaperto al turismo. Recentemente l’hotel è stato onorato dalla visita di un ospite speciale: un orso polare che è entrato nell’edificio rompendo una finestra e ha successivamente giocato con le bottiglie Wodka del bar.
Solo una delle decine di storie romaniche che pervadono questo avamposto bianco. Affascinante come le architetture abbandonate dell’insediamento delle miniere di carbone, è lo straordinario paesaggio polare che lo circonda. Scogliere coperte di metri di neve si riflettono nelle acque dei fiordi; una volta ogni tanto, trichechi solitari fanno la loro apparizione inaspettata dal ghiaccio, piccole macchie marroni in un paradiso artico altrimenti completamente bianco-blu

Inaugurazione venerdì 19 gennaio dalle 18:00 alle 20:00
Leica Store Firenze – Vicolo dell’Oro 12/14 Rosso, 50123 Firenze
www.claravannucci.com

Fotografia: Vivian Maier ad Arezzo

Fotografia: Vivian Maier in mostra ad Arezzo

Fotografia: Vivian Maier in mostra ad Arezzo

Avete fatto la lista dei buoni propositi? Perché l’anno nuovo nel frattempo è iniziato e bisogna già cominciare a mettere in pratica. Alzatevi dal divano e scollatevi dal telefono, c’è un mondo che vi aspetta. L’orologio gira: c’è tempo solo fino al 7 gennaio per vedere la mostra su Vivian Maier ad Arezzo, nell’occasione vi fate anche una gita (e un mangiata) fuori porta. “Vivian Maier. Dans le miroir” raccoglie ottanta immagini della celebre tata-fotografa. visibili per ancora pochi giorni alla Galleria Spazio Imago.

Sguardi, luoghi, persone. Una moltitudine di sconosciuti che ha messo a nudo la propria anima attraverso quell’occhio spietato e sincero.
E’ questo il fil rouge che conduce alla scoperta dell’esposizione dedicata alla fotografa franco-americana scoperta per caso da John Maloof.

Un’occasione unica per scoprire ottanta scatti della della tata che ha fatto della fotografia la sua ossessione e il suo più impenetrabile mistero e vedere per la prima volta pellicole mai ammirate dal pubblico italiano.
Come è noto sono rarissimi le immagini arrivate fino ad oggi e pubblicate direttamente dall’artista franco-americana. Lei, che nella sua vita ha realizzato migliaia e migliaia di rullini, ha di fatto messo su carta una quantità davvero limitatissima delle immagini da lei prodotte.
Poche decine contro la mole spropositata di scatti, diapositive e negativi rinvenuti e poi portati alla luce da John Maloof che si è occupato dell’editing di alcune fotografie diventate ormai celeberrime.

La rassegna in calendario ad Arezzo sarà invece incentrata su una parte più intima dell’anima di Vivian Maier. In esposizione ci saranno scatti originali degli anni ’60 sviluppati dalla fotografa stessa e che per la prima volta saranno esposti in Italia.
Un’anteprima senza precedenti che vanta una ricca selezione di immagini provenienti dal Fondo Francese Vivian Maier.

Vivian Maier nacque e visse per la maggior parte della vita negli Stati Uniti. Tra il 1932 e il 1938 insieme alla madre si trasferì in Francia prima a Saint-Julien e poi a Saint-Bonnet-en-Champsaur dove vissero per alcuni anni. Soltanto alla fine degli anni ’50 e inizio ’60 Vivian Maier lascia di nuovo l’America per concedersi un viaggio intorno al mondo. Tra le tappe che tocca c’è anche la Francia. Gli Champsaur. E’ proprio nella patria natale della madre, quella dove da piccola aveva anche lei vissuto e conosciuto, che sono stati recuperati alcuni scatti sviluppati su pellicola che ritraggono panorami di campagna e persone del posto.
Una delle poche testimonianze che raccontano, senza alcun filtro, il lavoro di Vivian. Dallo scatto fino allo sviluppo sulla carta patinata.

Vivian Maier (1926-2009)

Nasce a New York da padre americano e madre francese.
Nel 1932-1933 si trasferisce con la madre a Champsaur in Francia.
Nel 1938 rientra negli Stati Uniti e torna in Francia soltanto nel 1950-1951 per mettere all’asta una proprietà di famiglia che le era stata lasciata in eredità.
Nel corso di questo soggiorno scatta le sue prime fotografie “francesi”: percorrendo la regione in bicicletta cattura l’anima delle persone che la abitano, i contadini, i bambini, gli anziani con la stessa ossessione per la documentazione e l’accumulo che caratterizza la sua successiva produzione americana e rappresenta una delle chiavi principali della sua poetica.
Tornata a New York, con i soldi ricavati dalla vendita compra una Rolleifleix con la quale viaggiò negli Stati Uniti prima di stabilirsi a Chicago. Qui viene assunta come bambinaia dalla famiglia Ginsburg e dà libero sfogo alla sua passione per la fotografia, sviluppando i negativi e film nel bagno privato che ha a disposizione.
Tra il 1959 e il 1960 compie un lungo viaggio intorno al mondo e come ultima tappa sceglie Champsaur dove continua la documentazione della regione e dei suoi abitanti spostandosi in bicicletta e scattando moltissime fotografie.
Negli anni successivi continua a lavorare come bambinaia e a scattare moltissimo, anche a colori, andando a costituire l’enorme archivio scoperto da John Maloof nel 2007.

Orario: Con l’esclusione del 1 gennaio (chiuso) la mostra sarà aperta fino al 7 gennaio con orario 10.30 – 19.30
Galleria Spazio Imago, in via Vittorio Veneto 33/20 ad Arezzo.
Biglietto: 10 euro – info e dettagli: www.arezzoefotografia.com

Tra 5 anni: immagini dei nuovi cittadini

Mostra fotografica “TRA 5 ANNI…” ​sul progetto Sprar di Firenze

Mostra fotografica “TRA 5 ANNI…” ​sul progetto Sprar di Firenze

Raccontare attraverso la lente della fotografia una realtà che in pochi conoscono, quella dei beneficiari del progetto Sprar di Firenze.

Il progetto fotografico ​di Agnese Mosi sarà inaugurato sabato 25 novembre 2017, alle 17.30, presso la Casa del Popolo di Settignano. Con la la mostra “TRA 5 ANNI…” ​la fotografa ha voluto raccontare la quotidianità delle persone residenti a Villa Pieragnoli, cogliendone aspirazioni, piccole soddisfazioni quotidiane, sogni, desideri.

Attraverso i volti rappresentati, ​Agnese ci accompagna nello svolgersi delle giornate dei nuovi cittadini, fatte di impegni, passioni e attività che esprimono il desiderio di “far parte”, non ospiti, ma cittadini attivi.

L’inaugurazione sarà anche l’occasione per sapere qualcosa in più del progetto SPRAR e dei percorsi di integrazione socio-economica promossi in collaborazione con i beneficiari.

Sarà offerto un piccolo aperitivo.

Le foto resteranno esposte fino al 23 Dicembre.

Ingresso libero.

Giacomo Iezzi: foto in mostra a Firenze

Giacomo Iezzi: foto in mostra a Firenze

Giacomo Iezzi: foto in mostra a Firenze

Uno sguardo attento, acuto, senza dubbio singolare. Giacomo Iezzi, in qualunque veste lo abbiate conosciuto, non vi avrà lasciato indifferenti. E adesso l’occasione di scoprire il il suo modo di vedere il mondo attraverso le sue foto.

A partire dal 5 novembre, infatti, Giacomo Iezzi ci accompagna in un percorso fotografico dallo straordinario impatto visivo, fatto di immagini in bianco e nero. Attraverso paesaggi, torrenti, montagne, boschi, ci invita a ripensare lo scenario naturale introspettivo che un osservatore si trova a sperimentare ogni volta che entra in contatto con i fenomeni naturali.

Viaggiatore e osservatore, in questi recenti scatti Giacomo Iezzi, ci riporta la natura come elemento ricorrente, una natura che altrimenti non avrebbe modo di esprimersi, tanto la società in cui siamo affogati tende a gettare nell’oblio il pianeta in cui viviamo.

La nostalgia che ne emerge nel cogliere in modo non premeditato ogni casuale suggerimento visivo, attraverso questi paesaggi incontaminati, porta con sé la speranza di un cambio di tendenza della coscienza umana…
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INAUGURAZIONE
domenica 5 novembre ore 17.30 – 21.00

APERTURA MOSTRA
martedì > venerdì 15.30 – 18.30
sabato 16.00 – 19.00
domenica 16.00 – 21.00
lunedì chiuso

79rosso • Mostre e Residenze artistiche
via dei Serragli 79r, 50124 Firenze

Incipit di Alessandro Cinque – Leica Firenze

Alessandro Cinque - Presentazione del libro del fotografo a Firenze

Alessandro Cinque – Presentazione del libro del fotografo a Firenze

Ci sono storie che hai il piacere di seguire un po’ più da vicino. Sono quelle che ti danno maggiore soddisfazione quando crescono e prendono strade interessanti. Ma non vi voglio svelare troppo e soprattutto partiamo dall’inizio, anzi dall’incipit.

INCIPIT è inizio, esordio, prima manifestazione di significato che avvia il racconto e che consente di intuirne le caratteristiche ed il messaggio“.
INCIPIT è il primo libro di Alessandro Cinque, giovane fotografo professionista fiorentino d’adozione che gira il mondo con la sua Leica M9.
Un racconto per immagini del 2016, anno di svolta e di cambiamento in cui Alessandro ha deciso di far riemergere il valore originario che caratterizza la sua passione per la fotografia.
Giovedì 9 febbraio dalle 19:00 alle 21:00 la presentazione del libro al Leica Store di Vicolo dell’Oro 12/14 Rosso, a Firenze.

Uganda, Giappone e Cuba, tre luoghi profondamente diversi e portatori culture e tradizioni altrettanto diversificate e forti, divengono la forma attraverso cui far passare le voci degli uomini, le loro storie, il desiderio e la necessità di racconti inediti.
Tre luoghi anche simbolo della strada nuova intrapresa da Alessandro, un percorso di cambiamento e crescita personale che, per ora soltanto agli esordi, determina la definizione del suo canone espressivo.

La mostra è visibile presso il Leica Store di Firenze in Vicolo dell’Oro 12/14 Rosso.

Aperitivo in bottega a Firenze

Artigianato e botteghe a Firenze

Artigianato e botteghe a Firenze

Viva gli spazi che sono vivi. Che producono idee e cose. Ma che si aprono anche all’esterno e ti raccontano quello che fanno. Venerdì 2 dicembre una speciale occasione per entrare in un laboratorio, quello di Stefano Gerini Decoro e Arredi con Ewa Gerini e Davide Lucifora, situato nello storico Palazzo Galletti di Via Sant’Egidio, 12, nel centro storico di Firenze.

L’evento sarà l’occasione per mostrare il laboratorio di falegnameria, lo spazio espositivo, con mobili e oggetti di produzione propria, e per prendere visione dei cataloghi e dei campionari di lavorazione della Ditta.

L’evento è patrocinato dalla associazione Jammin’–Creativa Cooperazione Internazionale, presente con uno spazio informativo e con una selezione di articoli artigianali (prodotti solidali)relativi ai suoi progetti nel Sud del Mondo.

I locali ospiteranno per l’occasione la mostra fotografica “Cortecce” del fotografo fiorentino Fabrizio Tosi.