Svalbard soviet era: Leica Exhibition

Leica exhibition - svalbard soviet era - foto di Clara Vannucci

Leica exhibition – svalbard soviet era – foto di Clara Vannucci

Svalbard Soviet Era di Clara Vannucci

Per gran parte del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale,
i russi sono stati la nazionalità dominante nell’arcipelago delle Svalbard, isole situate a metà strada tra la terra norvegese e il Polo Nord, amministrate dalla Norvegia ma in realtà aperte allo sfruttamento minerario ai quaranta paesi che hanno firmato il trattato di Svalbard nel 1920.

Un tempo fiorente insediamento minerario, Pyramiden è stata quasi completamente abbandonata da quando è stata chiusa nel 1998. La cultura, l’architettura e la politica sovietica permeano la città, dagli edifici al busto di Lenin, la statua più settentrionale del mondo del rivoluzionario comunista.

La città fantasma ospita solo sei residenti che lavorano nell’unico hotel, solo pochi anni fa ha riaperto al turismo. Recentemente l’hotel è stato onorato dalla visita di un ospite speciale: un orso polare che è entrato nell’edificio rompendo una finestra e ha successivamente giocato con le bottiglie Wodka del bar.
Solo una delle decine di storie romaniche che pervadono questo avamposto bianco. Affascinante come le architetture abbandonate dell’insediamento delle miniere di carbone, è lo straordinario paesaggio polare che lo circonda. Scogliere coperte di metri di neve si riflettono nelle acque dei fiordi; una volta ogni tanto, trichechi solitari fanno la loro apparizione inaspettata dal ghiaccio, piccole macchie marroni in un paradiso artico altrimenti completamente bianco-blu

Inaugurazione venerdì 19 gennaio dalle 18:00 alle 20:00
Leica Store Firenze – Vicolo dell’Oro 12/14 Rosso, 50123 Firenze
www.claravannucci.com

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Secret Vintage Market

Secret Vintage Market a FirenzeI mercatini vintage piacciono a tutti, ma questo è un evento unico. Una casa molto speciale aprirà le sue porte per accogliere amanti della moda, del design ma anche tanti curiosi. In vendita arredi, abiti, accessori e complementi d’arredo, tutto rigorosamente vintage… con qualche pezzo nuovo unico.

Appuntamento sabato 27 e domenica 28 gennaio a Firenze. Prendetevi un po’ di tempo per scoprire una location totalmente inedita in Oltrarno, facilmente raggiungibile ma fuori dal caos.

La smodata passione della padrona di casa per pezzi vintage unici e ricercati, renderà ancor più unica la visita. E non perdete l’occasione, ci sono solo questi due giorni a disposizone!

Orari: sabato 27 (12:00 – 19:30) e domenica 28 (12:00-18:00).

L’esatta location sarà svelata all’ultimo minuto. Se volete saperlo in anteprima registratevi su: http://bit.ly/restaggiornato
Qui l’evento FB: https://www.facebook.com/events/152756765503521/

Musicalismo urbano al Tasso

Dj set a Firenze

Dj set a Firenze

Col freddo c’è bisogno di colore, ritmo e calore. Ci pensano DNArt & BIGA che il 12 gennaio mettono in moto il lato bello del 2018 con una speciale selezione musicale dedicata al Musicalismo. Idee ed emozioni espresse in forme significative attraverso gli elementi del ritmo, della melodia, dell’armonia e del colore. … qualsiasi suono o suono dolce, gradevole o armonioso: la musica delle onde.

3 DJ con grande gusto e un enorme collezione di musica.

Aperitivo 20:00
DJ Set 22:30

Dalle 22:30 in poi l’ingresso sarà 10€ con consumazione.
Vi raccomandiamo pertanto di arrivare presto!

– Special Happy Birthday To Tarah!!!!

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– DNArt :

Combina le menti di due ragazzi diversi con la stessa passione e immagina di dimostrare su due giradischi. I dj di DNArt sono due fratelli, gemelli, che incorporano oltre due decenni di raccolte musicali.
I ragazzi, Luca e Francesco Gori, hanno iniziato la loro nuova passione collezionando vinile, scoprendo nuovi generi e suonando feste in tutta la regione solo per soddisfare il loro crescente desiderio di far ballare la gente. Il loro set varia da forti ritmi bassi di deep house, a disco, funk e Afrobeats.

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– Biga :

Biga è un dj, produttore e collezionista di vinili di Firenze, Italia
Il suo stile è un misto di vecchio e nuovo, vintage e contemporaneo,
fortemente influenzato dall’anima moderna e contemporanea, dalla musica latina, afro e mondiale

For any booking inquiries:
marcellofarnoblt@gmail.com
https://soundcloud.com/bigaclimatico

Ri_Creazioni: pop in mostra al Pop

Ri_Creazioni: illustrazioni pop in mostra al Pop Cafe di Firenze

Ri_Creazioni: illustrazioni pop in mostra al Pop Cafe di Firenze

“Non ci sono problemi Jules. Penso io a questa puttanata. Torna là dentro e rassicura i ragazzi. E aspetta Wolf che arriverà per direttissima”.
Giovedì 11 gennaio arriva Wolf a risolvere tutti i problemi e, in contemporanea, arriva anche  l’inaugurazione di RI_CREAZIONI la mostra di Cecilia Tosques al Pop Café di Firenze.
Un titolo che ci riporta al concetto di doppie creazioni, come spiega Cecilia “Attraverso la riproduzione di un’opera d’arte si rivive il processo creativo dell’artista, ci si appropria di idee, di forme, di colori per poi trasformare e reinterpretare.
In tutti questi artisti (fra i miei preferiti) per ragioni che non mi so spiegare fino in fondo, ho percepito un modo tutto loro di entrare in contatto con il bambino interiore.
Se questo è evidente per artisti come Basquiat, Calder, Matisse e Gondry, la faccenda sembra più complicata per Hopper e Tarantino”.
Eppure Hopper con le sue atmosfere desolate può rimandare a un aspetto della solitudine dell’infanzia, mentre Tarantino, come si sa, nei suoi film cita immagini e temi presi dalla sua cultura pop appresa da piccolo.

“L’infanzia non è un tempo ma un ‘tempio’ cioè un luogo, ‘la camera dei giochi’”. A. Savinio.

LE OPERE RI_CREATE:
Henri Matisse, L’atelier rose (1911)
Alexander Calder, Gli acrobati del circo (1926 ca.)
Edward Hopper, Automat (1927)
Jean Michel Basquiat , Glenn (1984)
Quentin Tarantino, Pulp Fiction (1994)
Michel Gondry, Around the world – Daft Punk music video (1997)

CECILIA TOSQUES nasce a Firenze nel 1985 da madre fiorentina e padre newyorchese. Sin da piccola è affascinata dalla cultura pop alla quale si avvicina attraverso la televisione, i vecchi vinili del padre ed i libri della madre, in questo modo musica, film e storie alimentano sempre di più il suo immaginario. Il suo percorso di studi poi arricchisce le sue abilità artistiche ma anche culturali, passando dall’analisi grafica del disegno allo studio della storia della moda, dell’arte e dell’illustrazione. Nasce poi in lei l’esigenza di trovare una dimensione più intima e personale ed è così che inizia prima a produrre collages per poi evolversi nell’illustrazione.

Buona visione!
Dalle 19.00 al Pop Café in Santo Spirito

Escher a Pisa. Che aspettate?

Escher in mostra a Pisa

Escher in mostra a Pisa

Ultima chiamata. Va bene che i fiorentini non amano Pisa, ma Echer è un’ottima motivazione per scendere l’Arno fino quasi al mare. E c’è tempo solo fino al 28 gennaio 2018 per vedere quel geniaccio di Maurits Cornelis.
Il folle olandese è ospite di BLU | Palazzo d’arte e cultura con la mostra “Escher. Oltre il possibile”. Una completa rassegna di tutti gli ipnotici, sorprendenti e spiazzanti capolavori del grande artista, con il contributo di alcune curiose soluzioni espositive progettate dall’architetto Cesare Mari e grazie all’uso delle tecnologie e della multimedialità, una delle caratteristiche delle esposizioni organizzate a Palazzo Blu. Insieme al fascino coinvolgente del mondo di Escher, la mostra è l’occasione per ripercorrere le tappe della creatività dell’artista, soffermandosi in modo particolare sui lunghi e decisivi soggiorni in Italia, tra scenari naturali e memorie artistiche che segnarono in modo profondo il suo stile.

Il giovane Escher nel corso degli anni Venti e Trenta intraprende infatti numerosi viaggi in Italia, in particolare visita diverse città della Toscana. Organizzare una mostra di Escher a Pisa, la cui Università è da secoli un punto di riferimento internazionale nelle ricerche matematiche e scientifiche, è dunque anche un’occasione per interrogarsi sulle possibili fonti d’ispirazione della sua creatività.
Pur rimanendo a lungo un attento interprete del paesaggio, Escher esplora sempre più a fondo gli orizzonti dell’illusione visiva, attraverso composizioni di carattere geometrico o con la creazione di architetture “impossibili”.

La mostra si articola in nove sezioni: Volti, Animali, Oggetti e riflessi, Geometrie e ritmi, Paesaggi, L’artista, Architetture fantastiche, Nature, Autoritratti.

Orari: Lunedì – Venerdì: 10:00 – 19:00 – Sabato, Domenica e festivi: 10.00 – 20.00
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Biglietti: Intero: € 12 – Ridotto: € 10 (visitatori oltre i 65 anni e fino a 25 anni, portatori di handicap, convenzioni e gruppi).

Palazzo Blu Lungarno Gambacorti, 9, Pisa PI

Fotografia: Vivian Maier ad Arezzo

Fotografia: Vivian Maier in mostra ad Arezzo

Fotografia: Vivian Maier in mostra ad Arezzo

Avete fatto la lista dei buoni propositi? Perché l’anno nuovo nel frattempo è iniziato e bisogna già cominciare a mettere in pratica. Alzatevi dal divano e scollatevi dal telefono, c’è un mondo che vi aspetta. L’orologio gira: c’è tempo solo fino al 7 gennaio per vedere la mostra su Vivian Maier ad Arezzo, nell’occasione vi fate anche una gita (e un mangiata) fuori porta. “Vivian Maier. Dans le miroir” raccoglie ottanta immagini della celebre tata-fotografa. visibili per ancora pochi giorni alla Galleria Spazio Imago.

Sguardi, luoghi, persone. Una moltitudine di sconosciuti che ha messo a nudo la propria anima attraverso quell’occhio spietato e sincero.
E’ questo il fil rouge che conduce alla scoperta dell’esposizione dedicata alla fotografa franco-americana scoperta per caso da John Maloof.

Un’occasione unica per scoprire ottanta scatti della della tata che ha fatto della fotografia la sua ossessione e il suo più impenetrabile mistero e vedere per la prima volta pellicole mai ammirate dal pubblico italiano.
Come è noto sono rarissimi le immagini arrivate fino ad oggi e pubblicate direttamente dall’artista franco-americana. Lei, che nella sua vita ha realizzato migliaia e migliaia di rullini, ha di fatto messo su carta una quantità davvero limitatissima delle immagini da lei prodotte.
Poche decine contro la mole spropositata di scatti, diapositive e negativi rinvenuti e poi portati alla luce da John Maloof che si è occupato dell’editing di alcune fotografie diventate ormai celeberrime.

La rassegna in calendario ad Arezzo sarà invece incentrata su una parte più intima dell’anima di Vivian Maier. In esposizione ci saranno scatti originali degli anni ’60 sviluppati dalla fotografa stessa e che per la prima volta saranno esposti in Italia.
Un’anteprima senza precedenti che vanta una ricca selezione di immagini provenienti dal Fondo Francese Vivian Maier.

Vivian Maier nacque e visse per la maggior parte della vita negli Stati Uniti. Tra il 1932 e il 1938 insieme alla madre si trasferì in Francia prima a Saint-Julien e poi a Saint-Bonnet-en-Champsaur dove vissero per alcuni anni. Soltanto alla fine degli anni ’50 e inizio ’60 Vivian Maier lascia di nuovo l’America per concedersi un viaggio intorno al mondo. Tra le tappe che tocca c’è anche la Francia. Gli Champsaur. E’ proprio nella patria natale della madre, quella dove da piccola aveva anche lei vissuto e conosciuto, che sono stati recuperati alcuni scatti sviluppati su pellicola che ritraggono panorami di campagna e persone del posto.
Una delle poche testimonianze che raccontano, senza alcun filtro, il lavoro di Vivian. Dallo scatto fino allo sviluppo sulla carta patinata.

Vivian Maier (1926-2009)

Nasce a New York da padre americano e madre francese.
Nel 1932-1933 si trasferisce con la madre a Champsaur in Francia.
Nel 1938 rientra negli Stati Uniti e torna in Francia soltanto nel 1950-1951 per mettere all’asta una proprietà di famiglia che le era stata lasciata in eredità.
Nel corso di questo soggiorno scatta le sue prime fotografie “francesi”: percorrendo la regione in bicicletta cattura l’anima delle persone che la abitano, i contadini, i bambini, gli anziani con la stessa ossessione per la documentazione e l’accumulo che caratterizza la sua successiva produzione americana e rappresenta una delle chiavi principali della sua poetica.
Tornata a New York, con i soldi ricavati dalla vendita compra una Rolleifleix con la quale viaggiò negli Stati Uniti prima di stabilirsi a Chicago. Qui viene assunta come bambinaia dalla famiglia Ginsburg e dà libero sfogo alla sua passione per la fotografia, sviluppando i negativi e film nel bagno privato che ha a disposizione.
Tra il 1959 e il 1960 compie un lungo viaggio intorno al mondo e come ultima tappa sceglie Champsaur dove continua la documentazione della regione e dei suoi abitanti spostandosi in bicicletta e scattando moltissime fotografie.
Negli anni successivi continua a lavorare come bambinaia e a scattare moltissimo, anche a colori, andando a costituire l’enorme archivio scoperto da John Maloof nel 2007.

Orario: Con l’esclusione del 1 gennaio (chiuso) la mostra sarà aperta fino al 7 gennaio con orario 10.30 – 19.30
Galleria Spazio Imago, in via Vittorio Veneto 33/20 ad Arezzo.
Biglietto: 10 euro – info e dettagli: www.arezzoefotografia.com

Capodanno a Firenze. Che fare?

I Fuochi di San Giovanni a Firenze

La notte più lunga dell’anno a Firenze

Che fai a capodanno?’ resta in vetta al podio delle domande più insidiose di sempre. Forse peggio solo ‘ma quando ti sistemi?’ che arriva regolarmente qualche giorno prima dai parenti che vedi solo a Natale. Scegliete voi se riferirla a lavoro, matrimonio, figli o altre disgrazie.
Ma torniamo al Capodanno: quest’anno a Firenze va meglio del solito e i fiorentini non sono obbligati a scappare a Prato, Siena o Scandicci, come gli altri anni.

Capodanno al Piazzale. Il “main stage” quest’anno è sulla terrazza più bella di Firenze. Vista sulla città da una parte, il David verde di Michelangelo a fare la sicurezza e sul palco Ermal Meta, Morgan, Raphael Gualazzi, Lorenzo Baglioni.

Per chi ama una versione più itinerante del Capodanno c’è l’Oltrarno che vi aspetta con le note della Fantomatik Orchestra e Pedrasamba Street Band, musica afro-brasiliana, trenini e street band che nemmeno a Rio de Janeiro per il carnevale.

In alternativa c’è musica anche in Piazza Santissima Annunziata dove però siamo sul genere gospel con Eric Wadell & The Abundant Life Singers, anche se il vero movente potrebbe essere le installazioni di luce ideate e realizzate da quel geniaccio di Giancarlo Cauteruccio.

Se siete tipi da locali, invece, niente paura, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Il Combo cala l’asso pigliatutto con Autentica e FELINE FUNK che sfoderano una Line Up da paura: Numa Crew (Liondub / Elastica), Biga (Fresh Yo!), Teo Naddi (Oltrarno Recordings), Nik Gonnella (Autentica / Dissidanza). Si balla finchè c’è gamba.

Si balla (e si mangia) anche con Lattex Plus: arrivo in Stazione e partenza immediata, si entra nella Palazzina Reale di Santa Maria Novella e si va avanti dalle 21 fino a mattina, con Young Marco (NL) e Paula Tape (CL).

Ampio spazio alla musica anche al Glue, dove si balla da mezzanotte all’alba, con ritmi che,  grazie alle selezioni di Dr Lorenz e Dis0rder, spaziano dall’indie-rock, a soul, britpop, wave, electro… Ma anche musica dal vivo con i componenti di Bandabardò, Tygers of Pan Tang, Rock Galileo, General Stratocuster and the Marshals e tanti altri amici, che celebreranno l’inizio del 2018 con una grande performance sul palco!
Ah, in questo caso l’ingresso è gratuito (basta avere la tessera Glue).

E voi cosa ci consigliate?