La domenica metropolitana a Firenze

Uffizi Firenze

Uffizi Firenze

Il 4 febbraio 2018 torna l’appuntamento con la Domenica Metropolitana.
A Firenze una serie di appuntamenti ed eventi alla scoperta delle bellezze che ci circondano ma che spesso dimentichiamo o non valorizziamo abbastanza.
Iniziative per tutti: bambini, giovani e adulti, con attività e visite nei Musei Civici Fiorentini. Come ad esempio le Piccole storie di colori o La favola del primo viaggio intorno al mondo per i più piccoli, gli atelier d’arte a Palazzo vecchio e al Museo Novecento, le Danze a corte per rivivere l’atmosfera festiva della residenza medicea e l’attività teatralizzata condotta da Giovanni dalle Bande Nere, le visite ai diversi musei e alla mostra di Adrian Paci. Di queste luci si servirà la notte, quelle polisensoriali a occhi chiusi o quelle condotte dai “nuovi cittadini”; e ancora il focus su La Sala delle Udienze, nella quale la narrazione si intreccia alla musica, grazie alla collaborazione con il
Conservatorio Luigi Cherubini.

Sono inoltre in programma le visite guidate al Museo della Misericordia alle h15.15 e h16.30 (Piazza Duomo 19, prenotazione obbligatoria, tel. 055-239393).
Al Museo Zeffirelli del Centro internazionale per le Arti dello Spettacolo Franco Zeffirelli
dalle h10 alle h18 (Piazza San Firenze 5, non è necessaria la prenotazione, tel. 055-2658435) e al Museo del Bigallo alle h10.00 e alle h12.00 (Piazza San Giovanni 1, consigliata la prenotazione tel. 055-288496).

Il programma completo: http://museicivicifiorentini.comune.fi.it/

Si ricorda che tutte le visite guidate e le attività sono gratuite per i cittadini residenti
nella città metropolitana di Firenze e la prenotazione è obbligatoria. All’atto della
prenotazione è possibile riservare un solo appuntamento nel corso della giornata per un massimo di 5 persone.
Senza prenotazione sono gli accessi* ai Musei Civici Fiorentini. Museo di Palazzo Vecchio (orario 9.00/19.00), Torre di Arnolfo** (orario 10.00/17.00, 30 persone ogni mezz’ora), Santa Maria Novella (orario 13.00/17.30), Museo Stefano Bardini (orario 11.00/17.00), Fondazione Salvatore Romano (orario 13.00/17.00), Museo Novecento (orario 11.00/19.00), Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine (ingressi 13.00/17.00, ultimo accesso ore 16.15, 30 persone ogni mezz’ora), Museo del Ciclismo Gino Bartali (ingressi 10.00/16.00).
Attenzione: le biglietterie chiudono un’ora prima dell’orario di chiusura.
*Gli accessi sono disponibili fino ad esaurimento posti per motivi di sicurezza.
**In caso di pioggia la Torre di Arnolfo resterà chiusa al pubblico per motivi di sicurezza. Sarà accessibile il camminamento di ronda.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Da lunedì 29 gennaio a sabato 3 febbraio h 9.30-13.00 e h 14.00-17.00.
ATTENZIONE: il servizio non è attivo la domenica mattina.
Tel. 055-2768224, 055-2768558
Mail info@muse.comune.fi.it
Web http://www.musefirenze.it

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‎David Hockney dalla Royal Academy al Pecci

‎David Hockney dalla Royal Academy of art al Pecci

‎David Hockney dalla Royal Academy of art al Pecci

Il 30 e 31 gennaio David Hockney dalla Royal Academy of Arts al Pecci di Prato.

Il docufilm (Gbr, 2017; di Phil Grabsky; 90′; vers.it.) racconta le due grandi mostre dedicate all’artista negli ultimi cinque anni dalla Royal Academy of Arts di Londra. David Hockney – uno degli artisti britannici più famosi al mondo – ha un rapporto unico con la Royal Academy ( di cui è membro dal 1991) per i cui spazi realizza le due mostre ad hoc, trasformandole in due eventi spettacolari. Le sue esposizioni a Londra, Parigi, New York attraggono sempre un numero altissimo di visitatori e ora gli spettatori avranno modo di conoscere anche su grande schermo uno dei maestri del 21° secolo, l’artefice di opere iconiche come “A Bigger Splash” e “A Closer Grand Canyon”, ascoltando l’intervista all’artista a cura di Tim Marlow, Direttore Artistico della Royal Academy of Arts.

Hockneyavrà modo di raccontare il suo primo viaggio all’estero, in Egitto nel 1963, il dolore per la morte dell’amico Jonathan Silver e le tecniche innovative che sta abbracciando in questi anni, come disegni e video realizzati con l’iPad. Ad arricchire il percorso anche i pareri dei critici d’arte Martin Gayford e Jonathan Jones, e quelli di Edith Devaney (Senior Contemporary Curator della Royal Academy of Arts) che posò due volte per l’artista.

30 Gennaio proiezione dalle 18:15 alle 19:45 e dalle 20:00 alle 21:30
31 gennaio dalle 20:00 alle 21:30

Biglietto
intero 10
ridotto 8

Svalbard soviet era: Leica Exhibition

Leica exhibition - svalbard soviet era - foto di Clara Vannucci

Leica exhibition – svalbard soviet era – foto di Clara Vannucci

Svalbard Soviet Era di Clara Vannucci

Per gran parte del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale,
i russi sono stati la nazionalità dominante nell’arcipelago delle Svalbard, isole situate a metà strada tra la terra norvegese e il Polo Nord, amministrate dalla Norvegia ma in realtà aperte allo sfruttamento minerario ai quaranta paesi che hanno firmato il trattato di Svalbard nel 1920.

Un tempo fiorente insediamento minerario, Pyramiden è stata quasi completamente abbandonata da quando è stata chiusa nel 1998. La cultura, l’architettura e la politica sovietica permeano la città, dagli edifici al busto di Lenin, la statua più settentrionale del mondo del rivoluzionario comunista.

La città fantasma ospita solo sei residenti che lavorano nell’unico hotel, solo pochi anni fa ha riaperto al turismo. Recentemente l’hotel è stato onorato dalla visita di un ospite speciale: un orso polare che è entrato nell’edificio rompendo una finestra e ha successivamente giocato con le bottiglie Wodka del bar.
Solo una delle decine di storie romaniche che pervadono questo avamposto bianco. Affascinante come le architetture abbandonate dell’insediamento delle miniere di carbone, è lo straordinario paesaggio polare che lo circonda. Scogliere coperte di metri di neve si riflettono nelle acque dei fiordi; una volta ogni tanto, trichechi solitari fanno la loro apparizione inaspettata dal ghiaccio, piccole macchie marroni in un paradiso artico altrimenti completamente bianco-blu

Inaugurazione venerdì 19 gennaio dalle 18:00 alle 20:00
Leica Store Firenze – Vicolo dell’Oro 12/14 Rosso, 50123 Firenze
www.claravannucci.com

Ri_Creazioni: pop in mostra al Pop

Ri_Creazioni: illustrazioni pop in mostra al Pop Cafe di Firenze

Ri_Creazioni: illustrazioni pop in mostra al Pop Cafe di Firenze

“Non ci sono problemi Jules. Penso io a questa puttanata. Torna là dentro e rassicura i ragazzi. E aspetta Wolf che arriverà per direttissima”.
Giovedì 11 gennaio arriva Wolf a risolvere tutti i problemi e, in contemporanea, arriva anche  l’inaugurazione di RI_CREAZIONI la mostra di Cecilia Tosques al Pop Café di Firenze.
Un titolo che ci riporta al concetto di doppie creazioni, come spiega Cecilia “Attraverso la riproduzione di un’opera d’arte si rivive il processo creativo dell’artista, ci si appropria di idee, di forme, di colori per poi trasformare e reinterpretare.
In tutti questi artisti (fra i miei preferiti) per ragioni che non mi so spiegare fino in fondo, ho percepito un modo tutto loro di entrare in contatto con il bambino interiore.
Se questo è evidente per artisti come Basquiat, Calder, Matisse e Gondry, la faccenda sembra più complicata per Hopper e Tarantino”.
Eppure Hopper con le sue atmosfere desolate può rimandare a un aspetto della solitudine dell’infanzia, mentre Tarantino, come si sa, nei suoi film cita immagini e temi presi dalla sua cultura pop appresa da piccolo.

“L’infanzia non è un tempo ma un ‘tempio’ cioè un luogo, ‘la camera dei giochi’”. A. Savinio.

LE OPERE RI_CREATE:
Henri Matisse, L’atelier rose (1911)
Alexander Calder, Gli acrobati del circo (1926 ca.)
Edward Hopper, Automat (1927)
Jean Michel Basquiat , Glenn (1984)
Quentin Tarantino, Pulp Fiction (1994)
Michel Gondry, Around the world – Daft Punk music video (1997)

CECILIA TOSQUES nasce a Firenze nel 1985 da madre fiorentina e padre newyorchese. Sin da piccola è affascinata dalla cultura pop alla quale si avvicina attraverso la televisione, i vecchi vinili del padre ed i libri della madre, in questo modo musica, film e storie alimentano sempre di più il suo immaginario. Il suo percorso di studi poi arricchisce le sue abilità artistiche ma anche culturali, passando dall’analisi grafica del disegno allo studio della storia della moda, dell’arte e dell’illustrazione. Nasce poi in lei l’esigenza di trovare una dimensione più intima e personale ed è così che inizia prima a produrre collages per poi evolversi nell’illustrazione.

Buona visione!
Dalle 19.00 al Pop Café in Santo Spirito

Fotografia: Vivian Maier ad Arezzo

Fotografia: Vivian Maier in mostra ad Arezzo

Fotografia: Vivian Maier in mostra ad Arezzo

Avete fatto la lista dei buoni propositi? Perché l’anno nuovo nel frattempo è iniziato e bisogna già cominciare a mettere in pratica. Alzatevi dal divano e scollatevi dal telefono, c’è un mondo che vi aspetta. L’orologio gira: c’è tempo solo fino al 7 gennaio per vedere la mostra su Vivian Maier ad Arezzo, nell’occasione vi fate anche una gita (e un mangiata) fuori porta. “Vivian Maier. Dans le miroir” raccoglie ottanta immagini della celebre tata-fotografa. visibili per ancora pochi giorni alla Galleria Spazio Imago.

Sguardi, luoghi, persone. Una moltitudine di sconosciuti che ha messo a nudo la propria anima attraverso quell’occhio spietato e sincero.
E’ questo il fil rouge che conduce alla scoperta dell’esposizione dedicata alla fotografa franco-americana scoperta per caso da John Maloof.

Un’occasione unica per scoprire ottanta scatti della della tata che ha fatto della fotografia la sua ossessione e il suo più impenetrabile mistero e vedere per la prima volta pellicole mai ammirate dal pubblico italiano.
Come è noto sono rarissimi le immagini arrivate fino ad oggi e pubblicate direttamente dall’artista franco-americana. Lei, che nella sua vita ha realizzato migliaia e migliaia di rullini, ha di fatto messo su carta una quantità davvero limitatissima delle immagini da lei prodotte.
Poche decine contro la mole spropositata di scatti, diapositive e negativi rinvenuti e poi portati alla luce da John Maloof che si è occupato dell’editing di alcune fotografie diventate ormai celeberrime.

La rassegna in calendario ad Arezzo sarà invece incentrata su una parte più intima dell’anima di Vivian Maier. In esposizione ci saranno scatti originali degli anni ’60 sviluppati dalla fotografa stessa e che per la prima volta saranno esposti in Italia.
Un’anteprima senza precedenti che vanta una ricca selezione di immagini provenienti dal Fondo Francese Vivian Maier.

Vivian Maier nacque e visse per la maggior parte della vita negli Stati Uniti. Tra il 1932 e il 1938 insieme alla madre si trasferì in Francia prima a Saint-Julien e poi a Saint-Bonnet-en-Champsaur dove vissero per alcuni anni. Soltanto alla fine degli anni ’50 e inizio ’60 Vivian Maier lascia di nuovo l’America per concedersi un viaggio intorno al mondo. Tra le tappe che tocca c’è anche la Francia. Gli Champsaur. E’ proprio nella patria natale della madre, quella dove da piccola aveva anche lei vissuto e conosciuto, che sono stati recuperati alcuni scatti sviluppati su pellicola che ritraggono panorami di campagna e persone del posto.
Una delle poche testimonianze che raccontano, senza alcun filtro, il lavoro di Vivian. Dallo scatto fino allo sviluppo sulla carta patinata.

Vivian Maier (1926-2009)

Nasce a New York da padre americano e madre francese.
Nel 1932-1933 si trasferisce con la madre a Champsaur in Francia.
Nel 1938 rientra negli Stati Uniti e torna in Francia soltanto nel 1950-1951 per mettere all’asta una proprietà di famiglia che le era stata lasciata in eredità.
Nel corso di questo soggiorno scatta le sue prime fotografie “francesi”: percorrendo la regione in bicicletta cattura l’anima delle persone che la abitano, i contadini, i bambini, gli anziani con la stessa ossessione per la documentazione e l’accumulo che caratterizza la sua successiva produzione americana e rappresenta una delle chiavi principali della sua poetica.
Tornata a New York, con i soldi ricavati dalla vendita compra una Rolleifleix con la quale viaggiò negli Stati Uniti prima di stabilirsi a Chicago. Qui viene assunta come bambinaia dalla famiglia Ginsburg e dà libero sfogo alla sua passione per la fotografia, sviluppando i negativi e film nel bagno privato che ha a disposizione.
Tra il 1959 e il 1960 compie un lungo viaggio intorno al mondo e come ultima tappa sceglie Champsaur dove continua la documentazione della regione e dei suoi abitanti spostandosi in bicicletta e scattando moltissime fotografie.
Negli anni successivi continua a lavorare come bambinaia e a scattare moltissimo, anche a colori, andando a costituire l’enorme archivio scoperto da John Maloof nel 2007.

Orario: Con l’esclusione del 1 gennaio (chiuso) la mostra sarà aperta fino al 7 gennaio con orario 10.30 – 19.30
Galleria Spazio Imago, in via Vittorio Veneto 33/20 ad Arezzo.
Biglietto: 10 euro – info e dettagli: www.arezzoefotografia.com

11 Spaces : Numeroventi

11 Spaces : Numeroventi

11 Spaces : Numeroventi

Firenze è qualcosa in più di un museo vivente, un concetto importante che Numeroventi sta portando avanti da tempo con attività che mettono la città sui binari giusti per diventare anche un punto di riferimento per l’arte contemporanea.
Numeroventi è uno spazio che riunisce artisti e designer, sia locali che internazionali, il cui lavoro cresce all’interno del palazzo che li ospita fino a sbocciare e aprirsi alla città e al mondo in occasione degli eventi di apertura degli spazi.
Come quello di domenica 12 novembre, quando dalle 11:00 alle 21:00 i tre piani di Numeroventi saranno finalmente aperti al pubblico che potrà scoprire il lavoro che il gruppo sta portando avanti in questi giorni: una mostra collettiva che si apre alla città.

ARTISTI

Albert Moya (CAT) // Direttore del film https://vimeo.com/user7063301
Ana KraŠ (SE) // Artista http://anakras.com/page.php?slug=about
Anna Rose (USA) // Artista https://annamrose.com/about/
Arianna Moroder (IT) // designer tessile http://www.lottozero.org/
David Hartono (ID) // Visual Artist & Tech Lead http://davidhartono.com/
Duccio Maria Gambi (IT) // Mobilio e designer d’interni http://www.ducciomariagambi.com/
Kasia Fudakowski (UK / PL) // Artista http://www.kasiakasia.com/
Marietta Auras (DE) // Produttore creativo https://marietta-auras-ahyt.squarespace.com/our-practice/
Mark Sancho e Albert Estruch (CAT) // Direttori creativi http://www.querida.si/
MONOGRID (IT) // Studio creativo digitale http://www.mono-grid.com/
Natalia Criado (CO) // Produttore di prodotti https://www.nataliacriado.com/ & http://around-store.com/es
Pattern Nostrum (IT) // Duo creativo http://artstudio.patternnostrum.com/ & http://stefanoroiz.com/

ESECUTORI

Alessandro Modestino Ricciardelli // Musicista
Valerio Bellini // Danzatore contemporaneo
Gabriele Calbi // Musicista

Numeroventi
Via de Pandolfini 20, 50122 Firenze
http://www.numeroventi.it/

Blub in mostra a Italian Tapas

Blub - l'arte sa nuotare - in mostra a Italian Tapas

Blub – l’arte sa nuotare – in mostra a Italian Tapas, Firenze

Dal 5 ottobre un’ondata di street art arriva a Firenze con Blub L’arte sa nuotare.
L’artista che ha messo la maschera a la Monna Lisa, Dalì e Leonardo (ma anche ad icone come Batistuta, Freddie Mercury e Mandela) sarà in mostra ad Italian Tapas.
Pronti all’ondata? Niente paura sarete dotati di maschera. E Blub ci ricorda sempre che , anche se siamo con l’acqua alla gola, l’Arte Sa Nuotare!

Dal 2013 Blub ha lasciato il suo segno a Firenze, impreziosendo sportelli dell’acqua e del gas con il suo tratto distintivo. A partire dal 5 novembre quando i cittadini dell’Oltrarno si sono svegliati con una bella sorpresa “fu la mia prima uscita notturna -racconta Blub nella sua intervista– solo a distanza di settimane, ho realizzato gli effetti benefici di questa azione sulle persone. Eravamo in un clima di sconforto, con lo spettro della crisi economica e una diffusa aria di disagio. Ma ecco la trasformazione: uno sportello grigio e arrugginito diventa l’omaggio ad un’icona storica, una botta di colore, una sorpresa e subito un sorriso. E la certezza che questa crisi possa trasformarsi in una grande opportunità”.

Leggi l’articolo completo e scopri la storia di Blub su: http://www.italiantapas.it/blub-mostra-italian-tapas-larte-sa-nuotare/

Dal 5 ottobre 2017 in mostra anche ad Italian Tapas, via Sant’Agostino 11R a Firenze. Dalle 18.00 inaugurazione della mostra che resterà visibile negli orari di apertura del locale, tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 12.30 alle 23.30.